E adesso basta con i moralismi

In questi mesi nell’opinione pubblica di vari paesi europei abbiamo sentito la panzana della Germania cattiva che vuole affondare l’Europa (essendo cattiva), si è sentito il brusio fastidioso contro il lassismo dei paesi latini (lassisti in quanto latini), si è parlato di un prestito (certo enorme) alla Spagna in termini di “salvataggio”, si è parlato di “paesi virtuosi” (in inevitabile contrapposizione mentale a “paesi viziosi”), si è detto che alcuni paesi dovevano fare “i compiti a casa”, si è puntato il dito contro una volontà di egemonia di Francia e Germania (che come si sa sono egemoniche per natura), si è usato l’assurdo acronimo di “pigs” per i paesi in difficoltà finanziaria. Insomma si è usato un implicito e coperto, ma tutt’altro che inerte o neutro, linguaggio moralista. Il che rischia oggettivamente di deviare l’attenzione dai problemi, che ci sono e sono tanti perché ogni paese ha una sua struttura multisecolare, un’organizzazione differente e debolezze e forze costitutive di natura eterogenea. Forse è il caso di approfittare degli apparentemente buoni risultati del vertice europeo per superare questo linguaggio e pensiero moralisteggiante e di ricordarsi (ricordarsi, perché in fondo fino a pochi anni fa lo tenevamo ben presente) che il progetto dell’unione europea e della moneta unica è l’impresa pacifica più complessa e grandiosa del secolo.

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Questa volta sono più forti loro

“Questa volta sulla carta sono più forti loro, però vediamo che succede…”: è una delle frasi tipiche, da parte italiana, della lunga serie di sfide calcistiche contro la Germania (e abbiamo sempre vinto noi). Ogni generazione di tifosi italiani ha un ricordo esaltante di una qualche Italia-Germania, che sia il 1970 (la prima volta dopo la guerra che gli italiani risbandierarono il tricolore), che sia il 1982 (da dodicenne dell’82 posto qui sotto il gol di Tardelli), o il 2006.

Ma non c’è bisogno di scomodare metafore politiche, di sovrapporre la sfida calcistica alla situazione economica, di tentare di rimettere a posto i conti di una contrapposizione dell’Europa latina all’Europa nordico-germanica. Sì, certo, c’è anche un po’ di questo, ma il calcio e lo sport non sono mai metafora di altro, ma impresa in se stessi, perché sono un’esperienza primaria e fondamentale, a pari dignità con tutto il resto, perché sono fatti della stessa materia della politica, dell’economia, della voglia di confrontarsi e quindi della relazionalità e del conflitto produttivo, della creatività, che muovono ogni attività umana. Godiamoci tranquillamente questa partita. L’Italia ha già dato qualche soddisfazione in questo Europeo, lo spettacolo ci sarà e comunque vada possiamo già essere contenti. Poi vedremo: certo, questa volta sulla carta sono più forti loro…

Lunedi prossimo a Parigi con un po’ di amici

Lunedi prossimo, 2 luglio, alle ore 19 presso “La Libreria” di Parigi (rue du Fauburg Poissonière) a presentare il mio ebook e a parlare di Italia ci saranno Stefano Montefiori, corrispondente del Corriere della Sera a Parigi, Emanuele Coccia, docente di filosofia all’EHESS, e Isabel Violante, docente di Lingua e cultura italiana all’Università Sorbonne Panthéon.

Li ringrazio tutti di cuore e ringrazio La Libreria. Se passate di là ci divertiamo. Qui l’invito/promemoria.

La presentazione dell’ebook a Milano è on line

La presentazione di Milano dell’ebook 150 più 1. L’Italia alla prova di se stessa è stata messa on line.

Qui di seguito uno spezzone del dibattito dove cerco di dire, dal minuto 5, che insomma l’Italia esiste:

Qui i minuti iniziali, in cui Federica Pezzali imposta la discussione. Qui, dove Luca Sofri sfida Pinocchio e Clint Eastwood. Qui, dove Armando Massarenti spiega perché in Italia lanciare un manifesto della cultura è importante. Qui, dove io e Pippo Civati battibecchiamo (come ai vecchi tempi) e lui appura che io non sono scappato e dove io riconosco che lui ha scritto un bel libro su Ernesto Grassi. Il resto su youtube. Ringrazio ancora tutti.

Ci vediamo il 2 luglio a Parigi

Il 2 luglio a Parigi presentiamo l’ebook 150 più 1. L’Italia alla prova di se stessa a La Libreria, libreria italiana (e francese) di rue du Fbg Poissonière 89 nel IX arrondissement.

Ringrazio moltissimo i responsabili della libreria e Emanuele Coccia per l’organizzazione.

I dettagli e i nomi dei partecipanti saranno disponibili fra pochissimo.

La Grecia, il calcio e l’euro

Non possiamo sapere quanto la vittoria del tutto inaspettata della Grecia sulla Russia agli Europei e il passaggio al turno successivo abbia influito sul voto alle elezioni greche di ieri.

Una vittoria del genere puo’ avere spostato lo sguardo dei greci da un’Europa vista come giudicante e irraggiungibile ad un teatro d’azione in cui con resistenza e sacrificio tutto puo’ succedere, in cui il peso iniziale di ogni attore è solo l’elemento di partenza e non un destino ineludibile, in cui non ci sono solo determinismi, ma anche aperture e possibilità. La partita ha detto questo (e nel prossimo turno la Grecia affronterà proprio la Germania) e chissà quanti greci hanno pensato che in fondo quel risultato poteva essere ottenuto anche in quell’altra situazione apparentemente chiusa che è la partita per l’euro (moneta).

Del resto sappiamo che la vittoria di Bartali al Tour de France del 1948 evito’ un rischio di guerra civile in seguito all’attentato a Togliatti, sappiamo che le olimpiadi cinesi hanno consacrato il ruolo di potenza della Cina, sappiamo che i mondiali di calcio spagnoli del 1982 marcarono il rientro definitivo della Spagna nella democrazia ed è ormai appurato che il paese che vince il mondiale di calcio beneficia di un effetto positivo sulla crescita del PIL negli anni successivi (e nel 1982 si inauguro’ per l’Italia il decennio in cui superammo il Regno Unito nella classifica dei paesi più industrializzati).

Non ci sarebbe allora da stupirsti né da scandalizzarsi se la vittoria della Grecia sulla Russia avesse riorientato lo sguardo e la volontà di molti greci – e di conseguenza anche degli altri europei -, perché in fondo lo sport (invenzione dei greci) è fatto della stessa materia di ogni grande impresa umana, che è sostanza anche di ogni grande progetto politico ed economico.

Valeva la pena

Valeva la pena scrivere un ebook sull’Italia già solo per il piacere di presentarlo ieri pomeriggio in una libreria (la COOP di via Festa del Perdono, che ringrazio) colma di amici vecchi e nuovi e di chiacchierare con Federica Pezzali, Luca Sofri, Armando Massarenti, Pippo Civati. Li ringrazio moltissimo, come ringrazio Natàlia Garcia Carbajo che ha organizzato la serata.

(Altre foto le trovate sulla pagina facebook del libro).

Ringrazio anche gli amici di MilanIn per la presentazione del mio libro, lunedi scorso sempre a Milano.

Grazie ai lettori del blog (e del libro!) e gli amici che stanno organizzando altre presentazioni in varie città, per esempio Parigi, Torino, Bologna, di cui vi dirò al momento opportuno.