Essenzialismi (asimmetrici)

Nell’editoriale di domenica scorsa Scalfari nel suo attacco a Renzi dice molte cose  sulle quali sarebbe interessante soffermarsi, ma mi limito a una che mi ha colpito particolarmente. Per Scalfari, Renzi è di fatto di centrodestra (ma non sulla base del programma, pare di capire, perché secondo Scalfari Renzi non ha alcun programma, solo “un’agenda generica”). Renzi sarebbe allora di centrodestra, se capisco bene, sulla base di una distinzione che Scalfari spiega così: “Nell’equilibrio tra i due fondamentali principi di libertà e uguaglianza la sinistra sceglie l’eguaglianza nella libertà e la destra sceglie la libertà senza l’eguaglianza”.

La cosa interessante è proprio questa distinzione. Scalfari, che qui forse evoca una distinzione di un saggio famoso di Bobbio del 1994, pone una falsa simmetria. Non dice infatti “uguaglianza versus libertà” e viceversa, ma “uguaglianza nella libertà” versus “libertà senza uguaglianza”. In sostanza c’è una falsa opposizione, perché la sinistra avrebbe in sé sia la libertà che l’uguaglianza, mentre la destra solo la libertà. Costruita come una simmetria, la definizione è invece asimmetrica.

Al di là del fatto che le nozioni di “libertà” e “uguaglianza” andranno poi a loro volta riempite di definizioni, altrimenti rimangono prive di senso (uguaglianza rispetto a cosa? libertà da cosa? libertà di fare cosa?), ciò che sorprende è allora che di fatto la posizione “destra” viene in questo modo resa impossibile. Il primo guadagno di questa definizione asimmetrica è che sarebbe poco razionale essere di centro-destra. Questo naturalmente al di là di un qualsiasi concreto governo di centro-destra.

Se poi pensiamo ai governi di centro-destra degli ultimi quindici anni in Italia, la definizione diventa ancora più paradossale: È aumentata la libertà degli italiani negli ultimi quindici anni? È aumentata la libertà degli italiani dalle corporazioni? È aumentata la libertà di creare lavoro e ricchezza, di esprimere la propria personalità e le proprie capacità? La libertà, al di là delle chiacchiere, è stato un principio che ha ispirato i governi di centro-destra? Evidentemente no. Ne dedurremo che non si trattava di governi di centro-destra?

Mi pare che l’argomentazione di Scalfari convinca esattamente del contrario di ciò che voleva dimostrare, e cioè che parlare di destra e sinistra come se si trattasse di “essenze”, di elementi chimici, di definizioni rigide, è un esercizio che sta perdendo presa sulla concreta realtà dei nostri problemi e anche delle nostre identità.

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2 thoughts on “Essenzialismi (asimmetrici)

  1. D’accordo su tutto, ma non sull’impossibilità che esista una destra senza uguaglianza: di fatto, è sempre esistito un pensiero fondato sulla radicale e “naturale” disuguaglianza degli uomini, di volta in volta declinata in senso religioso, nazionale, razziale, classista, di abilità e capacità. Questo pensiero pretende appunto uno stato che lasci libertà alle disuguaglianze di riprodursi come tali, senza tentare di correggerle. È una corrente che può contare sul fascismo come sul darwinismo sociale; certo, in Italia al momento non ne vedo grandi rappresentanti (e meno male!)

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