Post-romani, non barbari

Il mio pezzo domenicale per Il Sole 24 Ore sul libro di Gasparri-Larocca, Tempi barbarici. L’Europa occidentale tra antichità e medioevo, Carocci, Roma.

Alcune categorie sul passaggio dall’antichità al medioevo che popolano l’immaginario storico – e che sono tutt’altro che inerti anche nella storiografia – nascono da esigenze e concezioni ottocentesche, rilanciate variamente nel tempo dal l’industria culturale e dal senso comune.
Basterebbe pensare allo schema secco della “caduta di Roma” e fine del mondo antico e al ruolo attribuito ai popoli barbarici in questo punto zero della storia occidentale e a quanto esso sia stato importante nella costruzione dell’autocomprensione nazionale dei diversi stati e popoli europei nel XIX secolo. Le storiografie nazionali ne hanno marcato interpretazioni diverse e anche opposte.

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