A prestar denaro non si fa peccato

Il mio pezzo di oggi per Il Sole 24 ore, sulla nuova edizione del De contractibus di Olivi:

Sembra passato un secolo da quando George Bush jr sintetizzava, pochissimi anni fa, la dottrina economica dei “neocon” americani e la linea della sua amministrazione con la formula di “capitalismo compassionevole”, associando cioè all’esigenza di libertà e quasi deregolazione del mercato non un sistema di regole e difese, ma un dovere di “compassione” sociale nei confronti dei più svantaggiati. In fondo proprio perché associava le due nozioni, quella formula le teneva seccamente separate: da un parte una presunta razionalità competitiva amorale, dall’altra un concetto morale (o moralistico), che ne mitiga gli effetti. La crisi finanziaria mondiale e poi quella economica ci stanno invece obbligando a riflettere sulla natura intimamente e immediatemente sociale, relazionale ed etica dell’economia e della finanza. E in un momento passaggio e di messa in crisi di modelli e paradigmi, come sembra quello che viviamo, anche riflettere sulla storicità delle nostre concezioni può essere interessante e istruttivo…

Il resto nell’edizione cartacea della Domenica de Il Sole 24 Ore (il pezzo al momento non si trova on line).

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