Non è il processo di Frine

Tra streaming di direzioni nazionali e discorsi in diretta dal Parlamento, una cosa risulta evidente: i nostri politici non sanno fare discorsi. Lo nota sconsolato anche Francesco Costa, che parla di mediocrità oratoria. Non solo discorsi pieni di luoghi comuni e senza nessuno scarto creativo, ma addirittura fatica a stare nei tempi, pur leggendo foglietti e sapendo bene quanto è il tempo permesso. Avevo scritto, un paio d’anni fa, un post intitolato “Chi ha paura della retorica”, che voleva appunto mettere a fuoco il problema dell’importanza del linguaggio nel dibattito politico (con anche alcuni video che esemplificavano il discorso). Ne riporto l’inizio e il link al seguito:

Non c’è un altro paese che come l’Italia abbia paura della retorica e accusi ogni discorso che si stacchi minimamente dall’ordinario di essere retorico. Non c’è scampo. Si parla dei 150 anni? Retorica. Si parla d’Italia e delle sue possibilità? Retorica. Certo pesa ancora culturalmente l’abbuffata fascista, che ha distrutto in un solo colpo il paese e la retorica nazionale. Tuttavia ci abbiamo messo del nostro, coltivando sostanzialmente un’idea della retorica molto simile a quella del “Processo di Frine”, qui di seguito (da vedere almeno il primo paio di minuti e la conclusione dal minuto 7.15)

Per il seguito del post clicca qui.

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