A scanso di equivoci

Io sono assolutamente d’accordo con il fatto che il passaggio da una forma di repubblica a un’altra non sia una cosa che si possa fare a cuor leggero e in cinque minuti e senza aver ben spiegato cosa si fa, perché lo si fa e come lo si fa. I partiti o gli esponenti dei diversi gruppi e aree politiche dovrebbero su queste riforme straordinarie avere la generosità straordinaria di spiegare e organizzare le proprie idee e il dibattito nazionale, senza scorciatoie e senza paure.
Sono anche convinto che alcuni presidenzialisti dell’ultim’ora siano più interessati a sostenere le sorti del governo che a fare davvero la riforma costituzionale di cui parlano (alcuni, non la maggioranza). Penso pure che il rischio che se ne stia a discutere senza poi fare nulla sia concreto. So anche che il semipresidenzialismo non deve per forza piacere a tutti e che non è l’unica alternativa credibile al nostro sistema, che però ha bisogno di un’alternativa.
Ma credo anche che al netto di tutte queste cautele – che sono di opportunità e di contesto, ma che non devono far perdere di vista la svolta che rappresenterebbe una riforma così importante – se il dibattito si vuole fare, va fatto lealmente. Evocare “ducismi”, come paventa Travaglio, situazioni “sudamericane”, come ha detto Bersani, o di sovrani assoluti – sintetizzo Vendola -, a me non pare corretto.
Si può non volere quel sistema, ma se ne può discutere nel merito, con argomenti veri e non “antropologici” (che sono i più conservatori tra tutti gli argomenti). Era questo il senso del mio post Tutte le paure del presidente, che voleva entrare nel merito di alcune obiezioni che nel merito non entrano e che qui ha avuto molti lettori e su Il Post anche molti commenti. E va tenuto presente che quello “emotivo” e delle paure, dell’analisi dei malintesi, della soluzione di contenuti non chiari, è un passaggio utile, in tutte le decisioni pubbliche. In queste paure ci incagliamo naturalmente. Del resto anche Mitterrand accusava De Gaulle di voler introdurre, con il semipresidenzialismo, una vera e propria dittatura. Ed era Mitterrand. Ed era De Gaulle.

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