Cose che capitano

Che ci siano momenti in cui sei stanco, sei all’aeroporto di Parigi dopo aver viaggiato molto, e ti chiedi perché. E non c’è perché. Però stai leggendo un bel libretto, con delle idee, e scritto bene, e ripensi a quante belle cose hai sentito e hai detto nell’ultima settimana in vari convegni, a Barcellona, a Parigi, con amici, colleghi. E anche se sei stanco e non possiedi nulla, nè il futuro, nè il presente, nè una stabilità, una casa, un lavoro forse neppure, nulla, ti senti privilegiato nel sentire e dire parole, nel tracciare idee e seguire i disegni degli altri, nel vedere tanti volti, nel pensare che siamo ancora tutti qui. E in quel momento un viaggiatore che aspetta l’aereo si siede ad uno dei pianoforti messi a disposizione dall’aereoporto e suona una canzone stupidissima come Aux champs elysées come se fosse una cosa jazz e insomma ti assale uno strano senso di felicità, un lampo di felicità – com’è semplice la felicità – che ti devi mettere gli occhiali da sole, perché gli altri non se ne accorgano.

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2 thoughts on “Cose che capitano

  1. “ma lo sai che studiando filosofia non troverai mai un lavoro, vero?”
    “io non lo voglio un lavoro. Io voglio pensare, è questo che mi rende felice. Io voglio essere felice, e tu?”

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