La frase clou della prossima campagna elettorale

“E’ necessario un nuovo inizio. E allora nel primo Consiglio dei ministri delibereremo, come risarcimento per una tassazione sbagliata e ingiusta, la restituzione della rata della Service Tax. I vostri applausi, la vostra standing ovation, dimostrano che avete capito bene: elimineremo la Service Tax!”.

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Vogliono uccidere Giulio Cavalli

Per la sua attività, per le cose che dice nei suoi spettacoli e che scrive nei suoi libri contro la ‘ndrangheta della Lombardia, Giulio Cavalli è da anni minacciato di morte e vive sotto scorta. Negli ultimi mesi e settimane il pericolo sembra essere ancora più alto, anche perché un pentito dice cose allarmanti. Cavalli continua a denunciare la solitudine e la pericolosità estrema della situazione in cui si trova e la lentezza di istituzioni e politica a occuparsi del suo caso in modo concreto e rapido. Qui la sua lettera pubblicata oggi sull’Espresso.

Abdicare, prova di forza

Quando si parla di abdicazione ci vengono alla mente situazioni tragiche e momenti difficili della storia – basti pensare all’abdicazione di Vittorio Emanuele III che di fatto preannunciava la caduta della monarchia in Italia, o alle cadute di sovrani potenti travolti da sconfitte militari o fattori rovinosi – oppure, ai nostri tempi, pensiamo a mediatiche cerimonie di passaggio, certo importanti per il loro rilievo politico, ma soprattutto per l’aura glamour che le vicende dinastiche producono (una specie di soft power non meno concreto di altre forme contemporanee di potere). Negli ultimi mesi hanno abdicato Beatrice dei Paesi Bassi e Alberto II del Belgio e ormai da decenni si discute sull’abdicazione della regina Elisabetta nel Regno Unito e del re di Spagna.

Per continuare a leggere il mio pezzo per il domenicale del Sole 24 Ore di oggi (sul libro Le Deuil du pouvoir di Alain Boureau e Corinne Péneau) clicca qui.