Abdicare, prova di forza

Quando si parla di abdicazione ci vengono alla mente situazioni tragiche e momenti difficili della storia – basti pensare all’abdicazione di Vittorio Emanuele III che di fatto preannunciava la caduta della monarchia in Italia, o alle cadute di sovrani potenti travolti da sconfitte militari o fattori rovinosi – oppure, ai nostri tempi, pensiamo a mediatiche cerimonie di passaggio, certo importanti per il loro rilievo politico, ma soprattutto per l’aura glamour che le vicende dinastiche producono (una specie di soft power non meno concreto di altre forme contemporanee di potere). Negli ultimi mesi hanno abdicato Beatrice dei Paesi Bassi e Alberto II del Belgio e ormai da decenni si discute sull’abdicazione della regina Elisabetta nel Regno Unito e del re di Spagna.

Per continuare a leggere il mio pezzo per il domenicale del Sole 24 Ore di oggi (sul libro Le Deuil du pouvoir di Alain Boureau e Corinne Péneau) clicca qui.

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