Viva Verdi

Il duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi è una bella occasione per tante cose. Nel perenne presente momentaneo in cui siamo immersi, in cui social network e esperienze di consumo si contendono ogni attimo di veglia, anche pensare storicamente per una sola serata (o andare all’opera!) può essere utile e bello. Devo ammettere però che, senza volare troppo alto, quando sento parlare di Giuseppe Verdi mi vengono subito in mente due cose. L’acronimo risorgimentale “Viva VERDI” che ci insegnarono alle elementari quando ci parlarono delle guerre di indipendenza (Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia). Ma soprattutto le mille lire, con un Verdi barbutissimo sul fronte e la Scala sul verso. In effetti non c’avevo pensato, ma la vera differenza tra lira e euro è la presenza di tanti personaggi speciali nelle vecchie banconote e l’assenza di qualsiasi personaggio umano nelle nuove: Caravaggio (valeva un botto!), Galileo (ma vi rendete conto che avevamo Galileo nelle duemila lire?), poi un Marconi un po’ esangue, un Alessandro Volta un po’ Capitan Harlock, Marco Polo vecchissimo (che uno si chiedeva, soprattutto dopo lo sceneggiato TV che lo ritraeva bellissimo, “ma è lui?”), il Bernini scapigliato, e tutto in un mare di arpe, spighe, delfini, arzigogoli e quant’altro. L’euro invece ha ponti, peraltro non esistenti, cariatidi non localizzabili, portali gotici e romanici che fanno la media di tutti i portali gotici medi esistenti, spezzoni di costruzioni romantiche che fanno molto Ossian. Forse nasce anche un po’ da lì l’attuale disaffezione, il disinvestimento emotivo nei confronti della banconota dell’euro come oggetto. Naturalmente rimaniamo tutti europeisti e pro euro, ma come erano belle le mille lire con il nostro Giuseppe Verdi.

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One thought on “Viva Verdi

  1. Interessanti e condivisibili considerazioni estetiche. Non credo però che la dissafezione verso l’Euro sia dovuta a motivazioni ‘estetiche’. Ritengo che essere pro “Unione Europea” sia cosa molto diversa dall’essere favorevoli ad una pacifica cooperazione tra popoli europei, anzi, più che diversa ormai è antitetica, e sicuramente ritengo che l’Euro, così come è stato costruito, porterà alla distruzione della pace tra i popoli Europei, costruita in 50 anni di dopoguerra.

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