Sempre a un passo

Chi pensa o dice che il giorno della memoria sia un rito retorico e inutile sbaglia di grosso. Non solo perché i miserabili con le teste di porco dimostano il contrario, ma per motivi più profondi e permanenti.

Che l’umanità sia sempre vicina al pericolo, che sia sempre in perenne basculamento che la porta a deragliare, quasi a dissolversi, che sia sempre a un passo dalla barbarie è un fatto che nessuna idea di progresso o di ragione ha potuto superare (anzi, spesso progresso e ragione sono state le forme stesse della barbarie). Per quanto tragitto l’umanità abbia percorso, per quanto tempo abbia trascorso in cammino, rimane e rimarrà sempre a un passo dalla possibilità della barbarie. Qualcuno diceva che l’uomo è creato dal nulla perché con quel nulla è impastato, tanto da desiderarlo periodicamente.

Il giorno della memoria non è solo il ricordo di quello che è successo, nella sua enormità, non è solo il rispetto per le vittime di ieri, ma è anche il sorvegliare, il tenere a mente la breve distanza dalla barbarie di quel passo, che è fatto di situazioni, di passaggi silenziosi, di condizioni che facilmente si sono create e ricreate in altri contesti e che a ogni generazione possono ripresentarsi.

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