Splash

Lo confesso, quando ho visto i primi video dell’Ice Bucket Challenge, i gavettoni per sensibilizzare sulla SLA, mi è sembrata un’ottima idea: la trovata giusta che lega insieme le dinamiche dei social network con gli aspetti ludici dei tormentoni estivi, i meccanismi della comunicazione con gli elementi giocosi che ormai pervadono tante attività contemporanee.

Poi però – confesso anche questo – la cosa ha cominciato a urtarmi: le gallery dei giornali on line (che peraltro quasi mai indicano a chi fare le eventuali offerte e quindi cercano semplicemente di intercettare i click dell’ultima moda), il gioco dei vip che si nominano a vicenda, il paraculismo di certi personaggi in cerca di rilancio. I politici mi hanno infastidito a priori: non sono anche loro oggetto della sensibilizzazione? Se un politico si convince che una cosa è importante – mi sono detto -, dovrebbe finanziarla, dovrebbe porla al centro di un’azione, non farsi il gavettone. Poi però ho anche pensato “ma perché allora il politico dovrebbe finanziare gli studi o l’assistenza solo alla SLA? Non sarebbe anche questo un gesto studiato? di comunicazione?”. Forse neanche i politici gavettonati hanno tutti i torti. Obama da parte sua dice che il gavettone è un’idiozia (più o meno) e Patrick Stewart, rappresentando tutti gli infastiditi del globo terracqueo, sembra seguirlo con un video perentorio e molto chic (e però firma un assegno e in 5 milioni lo vedono). Ma senza la campagna l’avrebbe fatto qui e ora (è comunque protagonista di alcune iniziative benefiche)? E gli altri donatori?. Infatti intanto le donazioni aumentano (in America). La campagna mi risembra azzeccata. Però il fronte social ondeggia,  e io con esso, per alcuni c’è troppa paraculdemagogia, per altri almeno se ne parla e i vantaggi ci sono. Certo, i giornali sembrano essere interessati solo ai boxini con le celebrities che si tirano secchiate e i messaggi e le nomine dei gavettonati non spiegano mai come contribuire. Insomma, non so come giudicare l’onnipresente campagna-tormentone.

Ma alla fine ho trovato un modo per sciogliere il nodo gordiano. Ho cercato il sito AISLA, ho digitato sulla pagina donazioni che scorre in homepage e ho fatto una piccola donazione. È molto facile: come un gavettone.

Adesso nomino tutti i lettori del blog, che a loro volta possono nominare chi vogliono. Splash!

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One thought on “Splash

  1. ho letto il tuo post ma non farò nessuna donazione ne mi butterò un secchio di acqua gelata in testa ed appena avrò un attimo di tempo motiverò questa scelta, magari con un documento che entra nel merito sulla non autosufficienza, il sistema socio-sanitario, socio-assistenziale e il welfare comunity

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