I fessi senza senso che minacciano Filippo

Chissà che genealogie eroiche credono di aver stabilito, quale filo di lotta tra generazioni, quale mitologia della violenza rigeneratrice pensano di evocare, i poveri fessi che minacciano l’incolumità di Filippo Taddei. Che i minacciatori di tutte le epoche siano persone di un livello intellettuale e morale basso ormai lo abbiamo visto e lo abbiamo capito, almeno dagli anni di piombo compresi in poi. Quante interviste, quanti processi, quante in fondo delusioni nel vedere che tipo di persone modeste fossero e siano quei minacciatori passati alle vie di fatto, con le loro strategie strampalate, la loro totale incomprensione delle cose, la loro smania di sentirsi qualcosa e di assecondare se stessi.

La verità è che le minacce e gli attentati sono gesti dell’insensatezza e dell’insignificanza, che certo incidono nella vita di chi li subisce, ma sono storicamente senza senso, non danno vita a letture particolari, non hanno dignità di svolta, di testimonianza, di difesa, di attacco. Certo fa più rabbia ancora sapere che qualcuno è stato preso di mira non dalla spirito della storia, non da chissà che nemici, da che ideologia, ma da qualche vigliacco fesso insignificante che insegue e organizza le proprie allucinazioni. L’idiozia è contagiosa, lo sappiamo, e basterebbe questo per preoccuparsi, ma i tempi non sono mai uguali ad altri tempi, se non nella mente di chi nella mente ha ben poco.

Fa solo rabbia e sbigottisce sapere che una persona come Taddei, di cui ho potuto in varie occasioni apprezzare l’intelligenza, l’entusiasmo, la competenza, la capacità di spiegare le proprie idee e anche la gentilezza e la simpatia (me lo volle presentare anni fa Pippo Civati e facemmo delle piccole cose insieme), fa rabbia sapere che una persona così possa essere concretamente minacciata e costretta a essere messa sotto tutela. Si risolverà tutto presto, ne sono certo, Filippo e la sua famiglia non sono soli, sono in buone mani e moltissimi hanno manifestato loro affetto e ammirazione. Io pure qui sento l’esigenza di esprimere a Filippo anche pubblicamente il mio incoraggiamento e la mia stima.

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