Il finale dell’inno nazionale

Devo ammettere che quando ho sentito in diretta l’inno nazionale all’Expo con il finale modificato sono sobbalzato e mi sono chiesto se fossero impazziti. Non dico che dobbiamo per forza esser pronti alla morte ogni momento, ma insomma l’inno di Mameli è un reale passaggio tra le generazioni, una continuità simbolica con il risorgimento e con tutte le guerre, con i milioni di italiani che il problema dell’essere pronti a rischiare la vita se lo sono dovuto porre davvero.

Certo i toni retorici dell’inno, di tutti gli inni, sono molto alti; certo il patriottismo è un sentimento dagli esiti alterni; certo, abbiamo avuto un presidente del consiglio, Berlusconi, che cantava proprio il “siam pronti alla morte” facendo le faccine simpatiche e con la mano mimando “siam pronti alla morte così così”; però addirittura abbandonarsi all’inversione buonista di finale mi è parso gratuito. Poi però ho riguardato il filmato e ho visto che sono le bambine e i bambini a cantare quella frase finale (e che il finale è musicalmente molto bello) e l’evocazione della vita dei bambini associata a una chiamata del proprio paese mi è allora parsa una trovata azzeccata ed emozionante. Dopo secoli di piccole vedette lombarde, di “bimbi d’Italia che si chiaman Balilla”, dopo le immagini terribili dei bambini che oggi combattono guerre e vengono filmati con i coltelli in mano, in procinto di sgozzare o sparare a nemici presunti, forse quel finale modificato era quel che ci voleva. Allora ho pensato che in fondo la trovata intelligente di chi ha deciso di cambiare quel finale (una tantum, ovviamente, speriamo) suona come uno stimolo a riflettere, non solo su come cambia l’amor di patria, ma soprattutto su come cambia l’essere cittadini di un paese e abitatori dei suoi valori.

Voglio fare il Rob Breznsy, cogliere lo spunto dell’inno cantato all’Expo e dare i compiti per tutti: Ammesso, e non concesso, che opportunamente stretti a coorte siamo eventualmente pronti alla morte, cari compatrioti, in questo paese e per questo paese, siam pronti alla vita?

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