Propongo il rito viterbese

Sulla trattativa greco-europea, oltre a inevitabili cali di fiducia tra i negoziatori e una serie di nodi che vengono al pettine, si stanno chiaramente scaricando problemi interni a vari paesi, egemonie mal maturate, paure elettorali, deficienze procedurali, varie ed eventuali. Ora, siccome questa storia va avanti così da sei mesi, per non dire da cinque anni, io a questo punto tra il rito greco e il rito germanico proporrei il rito viterbese.

I viterbesi nel 1260 inventarono il conclave, che regola ancora l’elezione papale. Siccome i cardinali ci mettevano mesi e anni per eleggere il papa e i cittadini di Viterbo si erano stufati di mantenerli nella loro città (si erano riuniti lì), li chiusero tutti in una chiesa cum clave, a chiave, tenendoli a pane e acqua senza farli uscire e senza farli comunicare con l’esterno e addirittura scoperchiarono il tetto della chiesa in modo che fossero esposti al sole e alla pioggia.
Ecco, per dire, possiamo fare la stessa cosa con l’eurogruppo che cominciamo a non poterne più?

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