Ciao Thomas

Qualche giorno fa è mancato, all’età di 52 anni, Thomas Ricklin.

Era professore di Filosofia del Rinascimento all’università di Monaco. Lascia davvero un vuoto nel mondo della ricerca, da un lato perché si occupava con originalità e con una linfa nuova, lui che era un medievista di formazione, del Rinascimento italiano e di soggetti di ricerca strategici come Dante e Boccaccio pensatori, dall’altro perché era nel pieno della sua creatività e della sua comprensione dei temi, delle dinamiche, dei testi, della cultura dei secoli di cui si occupava. Thomas Ricklin era di fatto un ponte tra la cultura tedesca, ma anche quella francese, che conosceva molto bene, e la cultura italiana. Avrebbe dato ancora tantissimo.

Ma Thomas era anche un uomo di straordinarie qualità e di carattere. Ci mancherà soprattutto quel suo modo di riempire lo spazio che lo circondava, con quella sua intelligenza entusiasta, quella curiosità sempre viva e forte, quei modi a volte bruschi e al tempo stesso quella grande dolcezza e generosità che chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non potrà mai dimenticare.

Ognuno di noi, amici o colleghi che siano, ha aneddoti che potrebbe raccontare, ricordi specifici, risate da ricordare e anche qualche scambio duro su cui sorridere. Ma non è questo il luogo in cui rievocare tutto ciò. Un punto invece mi piace ricordare, cioè il suo grande amore per l’Italia.

Tutta la sua ricerca, la sua voglia di capire e il suo entusiasmo per Dante, per Boccaccio, ma anche per autori minori (come Vespasiano da Bisticci, cui dedicò anni fa un corso memorabile e divertente), era una forma di inestinguibile e sorprendente amore per l’Italia, per le sue grandezze, ma anche per le sue quotidianità, per l’Italia sognata del Risorgimento e del Rinascimento, ma anche per quella più da commedia dei giorni nostri. Svizzero tedesco e professore in quella Monaco di Baviera che ha sempre guardato verso l’Italia come orizzonte dell’immaginario (e professore proprio con la cattedra che fu fondata da Ernesto Grassi), per lui l’Italia era una patria. “Sei italiano honoris causa”, gli dicevo ogni tanto per provocarlo. E so che a lui faceva piacere.

Ciao Thomas, ti ricorderemo in tanti per sempre.

One thought on “Ciao Thomas

  1. Lo attendevamo in Italia, proprio a Ravenna, per le Letture Classensi, l’8 ottobre; e lo avremmo ascoltato parlare delle donne virtuose del Limbo, Lucrezia, Marzia, Corniglia…
    Ti sia lieve la terra, ovunque tu sia.
    claudia

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