Jon Snow non sa niente

Mi sono imbattuto in un paio di articoli di Natalia Aspesi sulle serie tv storiche (come i Tudor) e su Il trono di Spade, di cui la giornalista è grande fan. Condivido l’entusiasmo dei tronisti di spade, ho trovato noiosissimi i Tudor, i Borgia e altre semi-soap opera a mano armata, ma non è questo il punto.

Con la sua grazia sbrigativa, Natalia Aspesi se la prende in maniera insistita con gli storici di professione che criticano le serie parastoriche, perché se la prenderebbero per cose minime, come i colori dei vestiti o il materiale dei bottoni. Non so chi siano questi storici minimalisti – ci saranno sicuramente -, che disturbano la visione ad Aspesi e al pubblico con considerazioni noiose e spocchiose. Del resto lo storico è noioso e spocchioso per definizione, come tutti gli studiosi in qualsiasi campo, soprattutto quando contraddice le certezze della fruizione culturale (della politica parleremo un’altra volta) e un po’ di anti-intellettualismo ai nostri tempi non guasta mia.

Nel suo ultimo articolo sul Trono di Spade però Aspesi non si accontenta di disinnescare il disturbo alla visione da parte degli storici dei bottoni, ma ci assicura che esistono anche storici “di altissima preparazione” che cercano anche “le eventuali fonti negli archivi più seri”.

Parlando di una serie tv,  che non è un dato di natura, ma un prodotto dell’industria culturale, le fonti a cui si sono ispirati basta chiederle agli autori, spesso anche molto colti. Aspesi da parte sua ne individua alcune, forse Tiziano e Giorgione per certe atmosfere visive, di certo la storia inglese e francese per certi episodi, e chi più ne ha più ne metta. Insomma dopo aver criticato, se non ridicolizzato, gli storici, Aspesi si mette poi un po’ ingenuamente a fare la storica, con la conta delle fonti (di una storia fantasy).

È proprio il meccanismo delle serie parastoriche (o dei film, o dei romanzi) che esige questo paradosso e quindi Aspesi è scusata. Sapere che quello che vediamo è vero ci dà un’emozione in più, quindi non tolleriamo che qualcuno ci dica che Cosimo il Vecchio non poteva esprimersi in quei termini e ci piace che qualcun altro ci presenti le fonti storiche degli “archivi più seri” della plausibilità della storia che guardiamo.

Senza questa presunzione di verità non entriamo in quel mondo, così come non possiamo vedere un film degli Xmen o di Spider Man se c’è uno accanto a noi che continua a dirci che Quicksilver non può correre così veloce e che l’uomo ragno non può in nessun caso lanciare tele di ragno.

Però, effettivamente, Quicksilver non può correre così veloce, e le fonti del Trono di spade sono nella testa dei suoi autori (e comunque non chiedetele a Jon Snow perché tanto non sa niente), e il papa Borgia non ha niente a che vedere con Jeremy Irons. E se a uno storico piace dire tutto questo, lasciate anche a lui il diritto di stare in pace almeno il lunedi sera, senza la tiritera dello studioso fuori dal mondo.

 

 

 

 

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